RECENSIONE DI “LA MORTE È CIECA” DI
KARIN SLAUGHTER
Sara Linton è pediatra e medico
legale nella piccola cittadina di Heartsdale. Donna forte e determinata, sara è
anche la ex moglie del detective della polizia locale, Jeffrey Tolliver. Mentre
un pomeriggio pranza in un locale con la sorella Tessa, Sara è involontaria testimone di un efferato
omicidio. La docente universitaria Sybil Adams viene rinvenuta barbaramente
assassinata nella toilette del locale. L’autopsia effettuata proprio da Sara
rivela le brutali e sconvolgenti violenze alle quali la povera Sybil è stata
sottoposta.
Un omicidio orrendo tanto più che
ai danni di una donna indifesa perché cieca.
Questo efferato crimine si rivela
essere il preludio di un altro altrettanto terribile crimine ai danni di un’altra
giovane vittima. Sara Linton si trova al centro delle indagini, coinvolta in
una terribile vicenda che la vede protagonista molto più di quanto lei stessa
possa immaginare e che riaffaccia, inevitabilmente, alla sua memoria il
ricordo di una vicenda dolorosa che ha
vissuto sulla sua stessa pelle dodici anni prima.
Una caccia all’assassino che si
rivelerà più ardua del previsto e che finirà per coinvolgere la stessa Sara.
“La morte è cieca” di Karin
Slaughter, edito da HarperCollins, è un thriller avvincente e scritto
benissimo. L’autrice ci racconta una storia di violenza ed orrore, tanto più
terribile perché ad esserne vittime sono povere donne indifese. Una scrittura
magistrale dal ritmo serrato che corre veloce e che regala un finale al
cardiopalma.

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