domenica 10 febbraio 2019


RECENSIONE DI “LA MORTE È CIECA” DI KARIN SLAUGHTER



Sara Linton è pediatra e medico legale nella piccola cittadina di Heartsdale. Donna forte e determinata, sara è anche la ex moglie del detective della polizia locale, Jeffrey Tolliver. Mentre un pomeriggio pranza in un locale con la sorella Tessa,  Sara è involontaria testimone di un efferato omicidio. La docente universitaria Sybil Adams viene rinvenuta barbaramente assassinata nella toilette del locale. L’autopsia effettuata proprio da Sara rivela le brutali e sconvolgenti violenze alle quali la povera Sybil è stata sottoposta.
Un omicidio orrendo tanto più che ai danni di una donna indifesa perché cieca.
Questo efferato crimine si rivela essere il preludio di un altro altrettanto terribile crimine ai danni di un’altra giovane vittima. Sara Linton si trova al centro delle indagini, coinvolta in una terribile vicenda che la vede protagonista molto più di quanto lei stessa possa immaginare e che riaffaccia, inevitabilmente, alla sua memoria il ricordo  di una vicenda dolorosa che ha vissuto sulla sua stessa pelle dodici anni prima.
Una caccia all’assassino che si rivelerà più ardua del previsto e che finirà per coinvolgere la stessa Sara.
“La morte è cieca” di Karin Slaughter, edito da HarperCollins, è un thriller avvincente e scritto benissimo. L’autrice ci racconta una storia di violenza ed orrore, tanto più terribile perché ad esserne vittime sono povere donne indifese. Una scrittura magistrale dal ritmo serrato che corre veloce e che regala un finale al cardiopalma.


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